Rapporto tamponi/sintomatici: da Febbraio a Agosto 2020

A completamento di questo post, proponiamo un commento di Davide Ederle, Presidente ANBI, basato su di un grafico di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo.

Questo grafico è davvero bello perché spiega perfettamente cosa sta succedendo. Cosa stiamo vedendo. La grande opportunità che abbiamo davanti.

Il grafico rappresenta i casi pugliesi positivi al Sars-Cov-2.
Nella parte alta vedete tutti i positivi.
Nella parte bassa solo i sintomatici.

Il picco di marzo – aprile di fatto è identico nei 2 grafici: significa che allora riuscivamo a trovare solo persone sintomatiche. Gente che stava male ed entrava nel circuito sanitario. Stavamo reagendo in modo “passivo-reattivo” all’attacco del virus. Adesso invece le 2 curve sono molto diverse, stiamo trovando molti asintomatici e la curva sopra è molto più alta rispetto a quella sotto dei sintomatici.

 Cosa significa? Che stiamo attivamente inseguendo il virus, stiamo andando ad identificarlo anche nei portatori sani (impedendo loro di diffonderlo inconsapevolmente) e nei pre-sintomatici (avendo la possibilità di intervenire al primo insorgere dei sintomi.

 A questo servivano e stanno servendo le 3T (Testa, Traccia, Tratta).

Ma servono anche ad un’altra importantissima cosa: a fungere da sistema di allarme precoce. E’ come disporre di un SONAR. Se prima (durante il picco di marzo) si riuscivano a vedere solo i battelli in superficie, o quota periscopio, (i malati di #COVID19), ora è possibile avere un’idea (molto più reale) di quanto grande e pericoloso è tutto quello che sta sotto la superficie (i portatori sani) e che, da un momento all’altro, potrebbe emergere cogliendoci di sorpresa generando nuovi focolai, se non si adottano adeguate contromisure.

 Il SONAR (la scienza) oggi ci sta dicendo che il numero di “sottomarini” che ci gira attorno, sottotraccia, sta aumentando. Ci sta dicendo che quanto stiamo facendo per lasciarceli alle spalle non è sufficiente, anzi, guadagnano terreno.

Abbiamo un vantaggio però, è che ce lo sta dicendo per tempo. Prima che sia troppo tardi. Prima di trovarci circondati nuovamente da periscopi che puntano i loro siluri contro di noi. Prima che il numero di sintomatici torni a crescere tanto da rimandare il nostro Sistema Sanitario in tilt. Ecco, questo è il momento di cambiare rotta.

Il virus non è mutato, non è clinicamente morto, non è meno pericoloso. Siamo solo diventati più bravi a scovarlo anche in popolazioni asintomatiche. Confondere i 2 fenomeni può essere fatale. L’alto numero di asintomatici registrato è dato anche dall’età media dei contagiati di oggi, che è scesa sotto il 30 anni contro gli oltre 60 della prima ondata. Questo è atteso ed è un bene, perché è noto che nei giovani il virus è meno aggressivo e significa che le categorie a rischio si stanno proteggendo adeguatamente. Bruciare questo vantaggio però è un attimo, basta abbassare la guardia, passare l’idea che sia ormai tutto finito e che questi giovani (asintomatici) possano incontrare i propri genitori, nonni, parenti anziani senza adottare adeguate misure di protezione.

 Ecco, non facciamo questo errore.

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