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Valorizzare le Biotecnologie significa valorizzare il Paese PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone Maccaferri   
mercoledì 02 dicembre 2009
Un palcoscenico di tutto rispetto, composto di giovani, studenti e neolaureati, ma anche molti professionisti del settore e docenti di Biotecnologie, erano presenti il 30 Novembre al CNR di Bologna, per discutere con un panel di esperti di scienza e politica.

Fin dai saluti iniziali del Prorettore alla Ricerca dell'Università di Bologna, Dario Braga, in veste anche di delegato del Presidente della CRUI, Enrico Decleva, si è potuto evincere come la giornata sia stata fortemente incentrata su un tema che accomuna storicamente ANBI e CNSB: la valorizzazione delle discipline scientifico-tecnologiche nel nostro Paese deve passare necessariamente attraverso la definizione di politiche di investimento legate a processi di riconoscimento della qualità e del merito.


Il primo Presidente del CNSB, Francesco Lescai, ora membro del consiglio direttivo della European Federation of Biotechnology, ha poi ripercorso la storia per immagini della fondazione del CNSB e dei primi passi istituzionali compiuti, fino alla fondazione dell'ANBI e dello Young European Biotech Network.

Ovviamente uno dei messaggi chiave lanciati fin da subito ha riguardato l'identità e il riconoscimento professionale del biotecnologo. Infatti, in un momento in cui l'OCSE e il Governo identificano come cruciali le biotecnologie per lo sviluppo del Paese, non si può pensare che possa esistere un reale sviluppo del settore senza passare da un riconoscimento concreto della figura professionale del biotecnologo.

La presenza di Anna Rita Fioroni, senatrice della X Commissione del Senato e presentatrice di uno dei più accreditati disegni di legge per il riconoscimento delle Associazioni professionali, ha indubbiamente dato un valore ancora maggiore ai lavori. La tavola rotonda "Stato della qualifica professionale del biotecnologo in Italia ed Europa" ha posto le basi per una proficua discussione e scambio di idee con i soggetti politici operanti nel settore del riconoscimento professionale, finalizzati a portare al riconoscimento del biotecnologo in un sistema duale di riforma delle professioni intellettuali. Al tempo stesso, la presenza fra gli altri di Stefano Malinconico, funzionario dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e di Leonardo Santi, Presidente del Comitato Nazionale di Biotecnologie, Biosicurezza e Scienze della Vita (CNBBSV) ha portato alla luce nuove strade da percorrere assieme per determinare come inquadrare le attività professionali proprie del biotecnologo all'interno del disegno di riforma del sistema universitario e come inserire la professionale del biotecnologo fra quelle titolate a svolgere alcune delle attività professionali che ora, per mancanze legislative, sono ancora precluse a soggetti completamente competenti e titolati a svolgerle.

I dati relativi a organizzazione del sistema universitario attuale, presentati dal vicepresidente del CNSB, Benedetta Assetta, e discussi assieme a Sergio Ferrari, membro della Giunta dei Presidi di Facoltà e Presidenti di Corsi di Laurea in Biotecnologie, e una seria discussione su come unire sapere e saper fare, cui ha potuto contribuire Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec, hanno completato i lavori della giornata.

"Negli ultimi giorni, a seguito della lettera aperta del direttore della LUISS a suo figlio, si è discusso tanto sul ruolo dei giovani nel futuro del Paese e sulle reali possibilità che l'Italia può fornire ai propri ragazzi. - ha dichiarato a margine delle celebrazioni Simone Maccaferri, Presidente ANBI e già presidente del CNSB nel 2005-2006 - Oggi, credo che il problema non sia solo quello di fornire un futuro ai giovani, cosa meritevole e lungimirante, ma agire velocemente perché molte delle professionalità non riconosciute e valorizzate stanno fin da ora fornendo strumenti e tecnologie vitali per il presente del Paese."
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 dicembre 2009 )
 
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