| L'Antitrust si pronuncia: necessario favorire le professionalità dei Biotecnologi |
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| Scritto da Simone Maccaferri | |
| lunedì 07 marzo 2011 | |
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Un importante pronunciamento, sollecitato dall'ANBI, è stato emesso negli ultimi giorni dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in cui si richiede al MIUR e al Ministero della Salute un adeguato riconoscimento professionale del biotecnologo. Questo documento dovrà esser tenuto in considerazione dal Ministero e servirà all'ANBI per continuare a lavorare con la pacatezza e la serietà che la contraddistinguono, al fine di ottenere il riconoscimento professionale della figura del biotecnologo e la risoluzione di molte problematiche di accesso alle professioni affini.Nel 2009, durante le celebrazioni del Decennale del Coordinamento Nazionale degli Studenti di Biotecnologie, l'ANBI ha avviato una azione politica di ampio respiro volta a dare rendere consapevoli le istituzioni delle problematiche collegate al riconoscimento della professione del biotecnologo. Tale azione ha visto tra i suoi attori protagonisti Stefano Malinconico del Direttorato Industria e Servizi dell'Antitrust, il Vicepresidente del Coordinamento Libere Associazioni Professionali Gianfranco Ziccaro e la Senatrice Anna Rita Fioroni. Il Presidente Antonio Catricalà ha inviato un parere molto esplicito al Ministero dell'Istruzione, Ricerca e Università ed al Ministero della Salute, ribadendo la necessità che i Ministeri provvedano ad una "generale ed organica armonizzazione legislativa e regolamentare che risulti idonea a razionalizzare la materia nel suo complesso e ad i laureati in biotecnologie criteri di accesso alle professioni coerenti con il percorso di studi svolto". In particolare, in questo documento, l'Autorità ribadisce alcuni punti su cui l'ANBI ha negli anni posto l'accento. In primo luogo, il fatto che "l'assenza di una regolamentazione organica della materia" è determinata dalla mancanza di un "generale riconoscimento" della laurea in biotecnologie "quale titolo di per sé legittimante alla partecipazione ai concorsi per l'accesso al pubblico impiego" e che su questo incida "il fatto che la stessa figura professionale del biotecnologo non risulti in alcun modo definita". In secondo luogo l'Autorità, preso atto dell'esistenza di alcune forme di equipollenza, non ultima quella relativa al parere formulato dal CUN nel gennaio scorso, sottolinea la necessità che, nel corso del processo di razionalizzazione del sistema di accesso al mondo del lavoro, "siano tenuti in opportuna e debita considerazione anche i principi della concorrenza e del libero mercato. Ciò affinchè "l'adozione di criteri di equipollenza tra titoli non costituisca l'occasione per introdurre barriere all'accesso nel mondo del lavoro che risultino in ultima istanza ingiustificate, non necessarie e sproporzionate rispetto all'obiettivo".
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