CHI È L'ANBI

L’Associazione Nazionale dei Biotecnologi Italiani (ANBI) è un’associazione non profit di Biotecnologi attivi nella valorizzazione della propria scelta professionale, nella promozione dello sviluppo delle biotecnologie e della ricerca scientifica, nell’innovazione dei rapporti scienza e società.

L’ANBI è l’associazione professionale di riferimento per i biotecnologi che operano in Italia. L’Associazione è nata nel 2001, con la volontà di affermarsi fin da subito nel panorama nazionale nella promozione e nella valorizzazione della nascente figura del biotecnologo

L’Associazione nasce nel 2001 dall’esperienza del Coordinamento Nazionale dei Studenti in Biotecnologie con l’obiettivo di creare opportunità di crescita scientifica, professionale e culturale per i giovani laureati del settore attraverso la creazione di una rete di interazione con istituzioni, centri di ricerca, parchi scientifici e aziende che operano nell’ambito delle Life Sciences.

Nel 2002, l’ANBI è stata fra i fondatori dello Young European Biotech Network (YEBN – www.yebn.org ), una rete di Associazioni studentesche e professionali del settore delle Life Sciences presenti nei principali Paesi europei.

Dal 2012, l’ANBI è Institutional Member della European Federation of Biotechnology, membro affiliato del Polo di Innovazione bioPmed, per rafforzare il proprio posizionamento a livello locale, nazionale e internazionale in organismi di primo livello per la creazione di opportunità nel settore delle Scienze della Vita.

In questi anni, l’ANBI è diventata un interlocutore di primissimo livello per le istituzioni operanti nel settore delle Biotecnologie, e non solo. Il Comitato Nazionale di Biotecnologie e Biosicurezza, istituito presso la Presidenza del Consiglio, si è numerose volte avvalso della consulenza, quale unica realtà qualificata e competente per presentare il punto di vista dei biotecnologi durante i lavori del Comitato. Dal 2004 l’Associazione è iscritta presso il Comitato Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) per la rappresentanza delle libere professioni e dal 2009 fa parte del Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali. 

Il forte ruolo politico che l’ANBI sta esercitando in questi anni è tuttora finalizzato ad ottenere un reale riconoscimento professionale per la figura del biotecnologo.

Il ruolo dell’ANBI non è ovviamente solo politico. L’Associazione è nata innanzitutto come uno spazio di incontro aperto per i Biotecnologi, dove fosse possibile condividere e valorizzare le proprie scelte professionali in un confronto scientifico e di esperienze, dove ci fosse spazio per confrontarsi sui problemi e cercarne la soluzione insieme, dove poter cercare collaborazioni e far nascere nuovi progetti, dove fosse possibile allargare il proprio orizzonte quotidiano al di fuori del proprio laboratorio o ufficio e guardare all’Italia e l’Europa.

Le collaborazioni strette fino ad oggi consentono all’Associazione di supportare iniziative imprenditoriali e di trasferimento tecnologico nel settore oltre ad offrire un più facile accesso dei biotecnologi al mondo del lavoro.

L’ANBI è inoltre cosciente del profondo carico etico che porta con sè la professione di biotecnologo e dedica particolare attenzione al nuovo ruolo degli scienziati nel rapporto con la società. In particolare l’Associazione chiede ai propri soci il rispetto di uno specifico codice deontologico che tenga presenti le diverse istanze etiche e promuove iniziative di dialogo con la società.

L’ANBI ha raccolto le proprie attività attorno a 3 temi cardine per la crescita della figura professionale dei biotecnologi: Identità, Servizi, Opportunità.

Questi temi richiamano il codice ISO, una assonzanza che vuole indicare come l’ANBI si assuma un impegno preciso a garantire ai propri soci e a i propri partner elevata qualità che, soprattutto nel settore delle life sciences, è essenziale per vincere la sfida dello sviluppo e della crescita professionale.

L'Assemblea Nazionale​

L’Assemblea Nazionale dei Soci è l’organismo  sovrano  della nostra associazione.

Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo Nazionale (CDN) è l’Organo esecutivo dell’Associazione.

Le Sezioni Regionali

Le Sezioni Regionali rappresentano l’articolazione territoriale dell’Associazione.

Il Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è l’organo di garanzia dell’Associazione ed ha diverse funzioni.

Il nostro STATUTO

TITOLO I

Natura e scopi associativi

Articolo 1
Sede e durata

E’ costituita la “Associazione Nazionale dei Biotecnologi Italiani”, contraddistinta anche dalla sigla “ANBI”, associazione di diritto privato, indipendente, senza scopo di lucro.
La sede dell’Associazione è stabilita presso la Presidenza del Corso di Laurea in Biotecnologie, Università degli Studi di Bologna, via Irnerio 48, 40126 Bologna.
La durata dell’ANBI è fissata fino al 31 (trentuno) dicembre 2100 (duemilacento), ed è tacitamente prorogata di decennio in decennio, ove non venga data disdetta scritta dalla maggioranza degli associati.

Articolo 2
Scopi

L’ANBI persegue le seguenti finalità di natura professionale, culturale e scientifica:
a) tutela la specificità e la dignità professionale del biotecnologo, in ogni settore di attività;
b) svolge un ruolo di rappresentanza professionale in tutti gli ambiti interessati per quanto concerne l’attività dei biotecnologi;
c) promuove, sostiene e garantisce una qualificata formazione professionale e la qualità del professionista biotecnologo, individuando eventuali livelli di preparazione didattica, definendone e aggiornandone l’oggetto della professione, individuando standard di qualità da rispettare nell’esercizio dell’attività;
d) promuove il rispetto di un codice deontologico della professione di biotecnologo;
e) favorisce l’aggiornamento professionale e il confronto fra gli operatori del settore;
f) promuove e sostiene in Italia le attività di ricerca e sviluppo in campo biotecnologico.

Articolo 3
Attività

Per l’attuazione degli scopi di cui all’art.2, l’associazione provvede alla costituzione di gruppi di studio e commissioni di indagine, promuove e organizza iniziative pubbliche e rivolte agli associati, cura la diffusione con varie forme di informazioni tecniche e divulgative nel settore.
L’Associazione si dota degli strumenti necessari alla tenuta di un Albo Associativo dei Biotecnologi ANBI, predisponendo un apposito regolamento ed una Commissione assicurandone piena indipendenza e continuità d’operato.
L’Associazione si dota di una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata al raggiungimento delle finalità associative.
L’Associazione delega parte delle proprie attribuzioni ad eventuali organismi di coordinamento in cui essa è rappresentata, qualora previsti dalla legge.

TITOLO II
Soci

Articolo 4
Soci ordinari

Possono essere soci ordinari dell’ANBI i titolari di laurea e laurea specialistica nell’area delle biotecnologie, di dottorato di ricerca e specializzazione in ambito biotecnologico e tutti coloro che operino o abbiano operato professionalmente, in ambito pubblico e privato, senza alcuna distinzione, con compiti scientifici continuativi in progetti biotecnologici.
Possono inoltre essere soci ordinari i docenti universitari di corsi a caratterizzazione strettamente biotecnologica nonché coloro che siano in possesso di specifici e riconosciuti requisiti professionali, scientifici e tecnici.

Articolo 5
Soci affiliati e o­norari

Possono aderire all’Associazione, in qualità di soci affiliati, tutti i soggetti operanti a vario titolo nella promozione di attività di ricerca e formazione in biotecnologie, nella divulgazione e nella attività di informazione scientifica e giornalistica qualificata in merito alle biotecnologie.
I soci ordinari ed affiliati godono dei diritti e e sono soggetti ai doveri stabiliti dall’art.7.
Il Presidente, su voto favorevole del Consiglio Direttivo Nazionale, può nominare, per essersi distinti con particolare merito in ambito scientifico e professionale, per l’impegno a favore dello sviluppo delle biotecnologie, per un’attività di particolare rilievo in questo settore, dei soci o­norari che godono di diritto di voto e che possono essere sentiti in caso di decisioni importanti del Consiglio Direttivo Nazionale.

Articolo 6
Ammissione dei Soci

L’ammissione dei Soci avviene su domanda degli interessati: l’accettazione delle domande per l’ammissione dei nuovi Soci è deliberata dal Consiglio Direttivo Regionale competente.
Il Consiglio Direttivo Regionale si pronuncerà entro trenta giorni dalla presentazione della domanda; trascorso tale periodo, la domanda si considera accettata.
Le iscrizioni decorrono dal giorno 1 (uno) gennaio dell’anno in cui la domanda è accolta.

Articolo 7
Diritti e doveri dei Soci

I Soci hanno diritto di partecipare alla vita dell’associazione in tutte le sue forme, a prendere parte e contribuire alle iniziative organizzate, a frequentare le sedi e usufruire dei servizi attivati, a promuovere democraticamente il confronto e la dialettica fra gli associati.
L’esercizio dei diritti sociali spetta ai Soci in regola con il versamento delle quote associative.
I Soci possono lasciare l’associazione rassegnando le dimissioni al Consiglio Direttivo Regionale competente.
L’adesione all’ANBI ha carattere volontario ed è libera; l’adesione impegna i Soci al rispetto dello Statuto, dei Regolamenti, del Codice Deontologico e delle decisioni assunte dagli organi di rappresentanza e di controllo democraticamente eletti, al versamento regolare delle quote associative.

Articolo 8
Provvedimenti disciplinari

Gli organismi di controllo competenti possono revocare lo stato di socio per accertati motivi di incompatibilità, venir meno dei requisiti di ammissione, provvedimento disciplinare di espulsione conseguente a fatti di particolare rilevanza e gravità.
Procedure, modalità e garanzie per le parti vengono definite da un apposito regolamento di cui al successivo art. 28 punto d.

TITOLO III
Organizzazione dell’Associazione

Articolo 9
Articolazione territoriale

L’ANBI è una associazione nazionale e si articola su base territoriale con Sezioni Regionali.
In ogni regione può essere costituita una Sezione quando risultino iscritti almeno 30 Soci che vi risiedano o vi operino.
La costituzione di una Sezione Regionale viene approvata dal Consiglio Direttivo Nazionale che convoca l’Assemblea Regionale per la elezione degli Organi Territoriali.
I Soci che non appartengano a Sezioni Regionali già costituite possono richiedere la iscrizione ad una Sezione limitrofa.
Alle Sezioni Regionali spetta una percentuale delle quote versate dai propri iscritti, secondo quanto disposto all’art. 23.
Sono organi nazionali dell’Associazione l’Assemblea Nazionale, il Consiglio Direttivo Nazionale (CDN), il Presidente, il Collegio dei Probiviri, la Conferenza Nazionale dei Presidenti Regionali (CoPReg); sono organi regionali l’Assemblea Regionale, Il Consiglio Direttivo Regionale, il Presidente Regionale.

CAPO I: ORGANI NAZIONALI

Articolo 10
Assemblea Nazionale

L’Assemblea Nazionale dei Soci rappresenta l’organismo sovrano dell’associazione ed è costituita dai Delegati dei Soci nominati dalle Assemblee Regionali e dai Soci o­norari, di diritto.
L’Assemblea Ordinaria:
a) discute e delibera un Piano Generale di Indirizzo per le attività dell’Associazione ed approva un Bilancio Preventivo;
b) approva la Relazione Annuale del Presidente sulle attività e lo stato dell’Associazione;
c) approva il Bilancio Consuntivo;
d) approva Regolamenti attuativi dello Statuto e relative modifiche;
e) elegge a scrutinio segreto, fra i soci ordinari, ai quali spetta l’elettorato attivo e passivo, il Consiglio Direttivo Nazionale ed il Collegio dei Probiviri;
f) discute e delibera su ogni argomento oggetto di ordine del giorno.

L’Assemblea Straordinaria, in cui hanno diritto di voto solo i soci ordinari:
a) delibera sulle proposte di modifica allo Statuto;
b) delibera sullo scioglimento dell’Associazione.

Articolo 11
Convocazione dell’Assemblea

L’Assemblea Nazionale viene convocata dal Presidente su decisione del Consiglio Direttivo Nazionale almeno una volta l’anno entro il 15 aprile, su motivata richiesta della Conferenza dei Presidenti Regionali, di almeno tre Consigli Direttivi Regionali o qualora ne facciano richiesta almeno un decimo dei Soci.
Il Presidente convoca l’Assemblea informando i Soci con un preavviso minimo di 30 giorni, dandone notizia anche su eventuali pubblicazioni associative.
L’Assemblea che deve rinnovare le cariche associative si riunisce entro 15 giorni dalla scadenza del mandato; nei 30 giorni antecedenti la scadenza del mandato il Consiglio Direttivo adotta soltanto provvedimenti che siano strettamente di ordinaria amministrazione, salvo particolari casi di urgenza e necessità.

Articolo 12
Deliberazioni

L’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei componenti, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
L’Assemblea straordinaria si considera regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di due terzi dei componenti, in seconda convocazione se presenti almeno un decimo dei componenti.
Nel caso di votazioni a scrutinio segreto l’Assemblea nomina preventivamente un Comitato Elettorale secondo quanto disposto da un apposito regolamento elettorale che dispone anche le modalità di presentazione dei candidati e della loro elezione.
Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza della metà più uno dei voti, quelle della Assemblea straordinaria con la maggioranza dei due terzi dei votanti.
Nelle deliberazioni di approvazione del Bilancio i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, il Segretario e il Tesoriere non hanno diritto di voto.

Articolo 13
Consiglio Direttivo Nazionale

Il Consiglio è costituito da 10 membri eletti dall’Assemblea Nazionale secondo quanto stabilito all’art.10, che restano in carica per due anni, e dal Presidente di turno del Coordinamento Nazionale degli Studenti di Biotecnologie; possono far parte del Consiglio, con status identico ai membri eletti, un rappresentante del Parlamento ed un rappresentante del Governo.

Il Consiglio, che si riunisce entro 15 giorni dalla sua elezione, elegge al suo interno un Presidente ed un Vicepresidente; nomina inoltre un Segretario ed un Tesoriere anche non facenti parte del Consiglio, che in tal caso partecipano alle sedute con funzione consultiva.

Il Consiglio Direttivo Nazionale:a) attua tutte le delibere dell’Assemblea Nazionale
b) delibera su ogni atto di ordinaria o straordinaria amministrazione
c) cura il raggiungimento degli scopi sociali e l’attuazione dei Piani Generali di Indirizzo approvati dall’Assemblea
d) coordina i Consigli Direttivi Regionali
e) nomina Commissioni di Studio e di Indagine
f) può assegnare a ciascuno dei propri membri deleghe specifiche operative;
g) delibera sulla nomina dei Soci o­norari

Articolo 14
Convocazioni e Deliberazioni del CDN

Il Consiglio Direttivo Nazionale è convocato dal Presidente almeno quattro volte l’anno, o quando ne facciano richiesta cinque componenti.
Le sedute sono valide quando sono presenti almeno cinque membri, tra cui il Presidente o, in caso di suo impedimento, il Vicepresidente.
Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Articolo 15
Il Presidente

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’ANBI, dirige e coordina i lavori del Consiglio Direttivo Nazionale e dell’Assemblea Nazionale, di cui esprime la volontà.
Ha la responsabilità generale dell’associazione e indirizza l’attuazione delle decisioni assunte dagli organi di rappresentanza.
In caso di particolare necessità adotta provvedimenti di urgenza immediatamente eseguibili, che vengono ratificati dal Consiglio non appena possibile.
Convoca l’Assemblea Nazionale e il Consiglio Direttivo Nazionale, può chiedere il parere del Collegio dei Probiviri e ne rende operative le decisioni.
In caso di assenza o impedimento viene sostituito dal Vicepresidente.

CAPO II: ORGANI REGIONALI

Articolo 16
Assemblea Regionale

L’Assemblea Regionale è costituita dai soci iscritti alla relativa Sezione Regionale.
E’ convocata ed assume deliberazioni con le stesse modalità di cui agli artt. 11 e 12.
L’Assemblea Regionale:
a) elegge il Consiglio Direttivo Regionale;
b) elegge i Delegati che compongono l’Assemblea Nazionale, in numero direttamente proporzionale ai Soci iscritti, secondo quanto stabilito all’art. 26;
c) approva un Piano di Attività per la Sezione, in linea con quanto deliberato dall’Assemblea Nazionale.

Articolo 17
Consiglio Direttivo Regionale

Il Consiglio Direttivo Regionale è composto da sette membri, che restano in carica per due anni, tra i quali elegge un Presidente e un Vicepresidente; nomina un Segretario e un Cassiere scelti anche fra Soci della Sezione non facenti parte del Consiglio che partecipano in tal caso alle sedute con funzione consultiva.
E’ regolarmente costituito quando siano presenti almeno cinque membri, tra cui il Presidente o il Vicepresidente.

Il Consiglio Direttivo Regionale:
a) attua i programmi di attività approvati dalla Assemblea Regionale;
b) attua le disposizioni del Consiglio Direttivo Nazionale;
c) provvede agli atti di ordinaria amministrazione;
d) approva un Bilancio della Sezione da inviare, con i giustificativi di spesa, al CDN per l’approvazione e l’integrazione nel Bilancio dell’Associazione;
e) sottopone al Consiglio Direttivo Nazionale i provvedimenti di straordinaria amministrazione prima dell’approvazione;
f) esamina le domande di nuove adesioni, cura gli elenchi dei soci e i rapporti con gli associati della Sezione.

Articolo 18
Il Presidente Regionale

Il Presidente Regionale rappresenta all’interno dell’Associazione la propria Sezione, convoca e presiede l’Assemblea Regionale e il Consiglio Direttivo Regionale ed è diretto referente e responsabile per le attività della Sezione di fronte al Presidente Nazionale, anche per il coordinamento con le altre Sezioni.
Il Presidente Regionale attua le disposizioni dell’Assemblea Regionale e del CDR assicurandone la compatibilità con norme statutarie, regolamenti e disposizioni degli organi nazionali.
Nei confronti di terzi il Presidente Regionale rappresenta la Sezione e stabilisce relazioni con enti e istituzioni locali.

CAPO III: ORGANI DI CONTROLLO

Articolo 19
Il Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è il principale organo disciplinare e di controllo dell’Associazione.
E’ costituito da cinque membri eletti dall’Assemblea Nazionale che restano in carica tre anni; colui che riporta il maggior numero di voti ne è nominato Presidente.
Il Collegio:
a) disciplina le controversie tra gli organi sociali, tra i soci e tra questi e gli organi sociali;
b) delibera sulla corretta applicazione di Statuto e Regolamenti;
c) sovrintende al rispetto del Codice Deontologico da parte dei Soci;
d) può nominare, quale strumento di controllo sull’attività del CDN, due Sindaci Revisori per la verifica della contabilità e del Bilancio;

Articolo 20
La Conferenza dei Presidenti Regionali

La Conferenza dei Presidenti Regionali (CoPReg) è composta da tutti i Presidenti Regionali e dal Presidente dell’ANBI, che la presiede, ed è organo consultivo del Consiglio Direttivo Nazionale.
Deve esprimere parere obbligatorio sulle questioni riguardanti:
a) la ripartizione alle Sezioni delle quote associative;
b) le linee di massima per l’attuazione del Piano Generale di Indirizzo approvato dall’Assemblea Nazionale;
c) il Bilancio consuntivo;
d) le proposte di modifica dello Statuto
Secondo quanto indicato al succ. art.27, nel caso decada l’intero CDN, nomina un Commissario Straordinario che amministra in via straordinaria l’Associazione e convoca nuove elezioni.

Articolo 21
Segreteria e Tesoreria

Il Segretario, nominato dal CDN, sovrintende alla gestione amministrativa e all’archivio dell’Associazione, curando i rapporti con le sezioni regionali; può rappresentare l’Associazione nei confronti di collaboratori esterni e fornitori.
Può nominare due persone che lo coadiuvano nello svolgimento dei suoi compiti e compongono l’Ufficio di Segreteria, in seguito ad approvazione delle nomine da parte del CDN.
Il Segretario esercita le sue funzioni per tutto ciò che riguarda l’attività del CDN, della CoPReg e dell’Assemblea Nazionale dei quali redige e firma, insieme al Presidente, i verbali delle sedute e ne conserva i relativi registri e la documentazione agli atti.
L’Ufficio di Segreteria, coordinando i Segretari Regionali, provvede all’aggiornamento e alla tenuta dell’elenco generale dei Soci e all’espletamento delle pratiche di ufficio.

Il Tesoriere, nominato dal CDN, si occupa della contabilità dell’Associazione ed è responsabile della regolarità formale dei documenti contabili, cura gli aspetti economici, finanziari e fiscali delle attività sociali, provvede alla cassa e ai beni sociali.
L’Ufficio della Tesoreria è composto dal Tesoriere, da due persone nominate da quest’ultimo ed approvate dal CDN, e da eventuali consulenti esterni all’Associazione quando necessario.

TITOLO IV
Finanze e Patrimonio

Articolo 22
Patrimonio Sociale

Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:
a) beni mobili e immobili che divengono proprietà dell’Associazione;
b) proventi derivanti da
i. quote associative annuali
ii. versamenti volontari degli associati
iii. contributi straordinari stabiliti per particolari iniziative od esigenze eccedenti le disponibilità di bilancio
iv. contributi e finanziamenti concessi da enti pubblici e privati, istituti di credito, imprese, fondazioni o associazioni
v. ogni altra entrata che concorra all’incremento dell’attivo sociale
c) eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di Bilancio;
d) sovvenzioni, donazioni o lasciti da parte di terzi o associati.

Articolo 23
Quote associative

Tutti i Soci, esclusi i Soci o­norari, sono tenuti entro il 1 marzo di ogni anno al versamento della quota associativa stabilita dal Consiglio Direttivo Nazionale, che ne stabilisce le modalità di pagamento.
I Soci che non hanno comunicato le dimissioni dall’Associazione entro il 31 dicembre di ogni anno sono considerati Soci anche per l’anno successivo, ed obbligati al versamento della quota annuale relativa: eventuali modifiche della quota associativa vengono deliberate e rese note prima del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di entrata in vigore delle modifiche.
Le quote associative sono dovute per l’intero anno in corso, qualunque sia il momento dell’avvenuta iscrizione dei nuovi soci.
I fondi derivanti dalle quote associative sono ripartiti alle Sezioni Regionali secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo Nazionale, sentito il parere della CoPReg, e comunque in misura non inferiore al 25% delle quote versate dagli iscritti di ciascuna sezione.

Articolo 24
Bilancio

L’esercizio finanziario chiude al 31 dicembre di ogni anno.
Il Bilancio consuntivo viene presentato all’Assemblea Nazionale entro il 15 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, una volta acquisito il parere della Conferenza dei Presidenti Regionali.
Unitamente al Bilancio il Presidente presenta una Relazione Annuale sulle Attività e lo Stato dell’Associazione.
E’ vietata, sotto qualsiasi forma, la distribuzione agli associati di utili, avanzi di gestione, fondi o riserve di capitali.

TITOLO V
Norme transitorie e finali

Articolo 25
Costituzione degli Organi associativi

Nei primi sei mesi della sua costituzione, l’Associazione è amministrata da un Comitato di Attivazione composto da sette membri eletti fra i promotori dell’Associazione in base al numero di preferenze riportate.
Il voto è palese ed è consentito esprimere un massimo di due preferenze.
Il Comitato eletto nomina seduta stante, fra i membri che lo compongono, un Presidente pro tempore.
Durante i sei mesi il Comitato di Attivazione provvede a coinvolgere il maggior numero possibile di laureati in biotecnologie, predispone un Regolamento Elettorale provvisorio, ed organizza l’Assemblea Nazionale che eleggerà gli Organismi associativi effettivi.

Articolo 26
Organizzazione Territoriale

L’Associazione si organizza su base territoriale regionale solo dopo il raggiungimento di un numero di iscritti pari ad almeno 500 Soci Ordinari.
Fino a tale momento sono costituiti soltanto gli Organi Associativi Nazionali e non valgono le disposizioni di cui al Titolo III – Capo II, all’art.20 e ogni riferimento ad organi territoriali e a procedure che li coinvolgano.
L’Assemblea Nazionale è quindi transitoriamente composta da tutti i Soci iscritti fino al raggiungimento di 500 Soci Ordinari; una volta costituiti gli Organi Regionali, i Delegati all’Assemblea Nazionale sono eletti in un numero pari a 1 ogni 10 iscritti fino al raggiungimento del numero di 1000 iscritti, e in numero pari a 1 delegato ogni 20 iscritti successivamente.

Articolo 27
Cariche associative

Le cariche di componente del Consiglio Direttivo Nazionale, di un Consiglio Direttivo Regionale e del Collegio dei Probiviri sono incompatibili tra loro.
La stessa carica non può essere ricoperta per più di tre mandati consecutivi.

Qualora un Socio decada dalla propria carica, per dimissioni, rinuncia per incompatibilità dovuta ad altra nomina, provvedimento disciplinare od altri giustificati motivi, si provvede alla sostituzione con il primo dei non eletti.
Nel caso decada il Presidente di un organo associativo si procede prima alla reintegrazione dell’organo e poi alla rielezione del Presidente.
Nel caso decada la maggioranza dei componenti di un Consiglio Regionale, il Consiglio Direttivo Nazionale provvede alla nomina di un Commissario che amministra temporaneamente la Sezione e convoca entro 30 giorni l’Assemblea Regionale per nuove elezioni.
Nel caso decada la maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo Nazionale decadono immediatamente anche il Segretario ed il Tesoriere; la Conferenza dei Presidenti Regionali in tal caso provvede alla nomina di un Commissario che amministra temporaneamente l’Associazione e convoca entro 30 giorni dalla sua nomina l’Assemblea Nazionale per nuove elezioni.

Articolo 28
Regolamenti attuativi

Entro quattro mesi dalla prima costituzione del Consiglio Direttivo Nazionale, il CDN elabora regolamenti attuativi dello Statuto comprendenti:
a) un Regolamento elettorale, che definisca le norme e le procedure per la elezione degli organi associativi;
b) un Regolamento di Funzionamento degli Organi Associativi, che stabilisca le procedure per il funzionamento dei Consigli Direttivi e della Conferenza dei Presidenti Regionali, le modalità e i casi ammessi per il voto telematico;
c) un Regolamento Amministrativo, che definisca le normative relative all’amministrazione del patrimonio dell’Associazione, alla ripartizione dei fondi, di eventuali compensi e rimborsi, alla redazione e all’approvazione del Bilancio;
d) un Regolamento Disciplinare e di Controllo, che stabilisca il funzionamento del Collegio dei Probiviri, le procedure relative alle controversie interne, alle istruttorie del Collegio, all’interpretazione dello Statuto;
I Regolamenti deliberati dal Consiglio Direttivo Nazionale entrano provvisoriamente in vigore a tutti gli effetti in attesa dell’approvazione, con le eventuali modifiche, da parte della Assemblea Nazionale.

Articolo 29
Mezzi informatici

I mezzi informatici possono essere utilizzati dagli Organi Associativi, sotto il controllo e la responsabilità del loro Presidente, per lo svolgimento di discussioni e per assumere a distanza anche deliberazioni di ordinaria amministrazione, che possono essere immediatamente eseguibili.
La documentazione relativa a questo tipo di procedimento viene conservata in archivio dal Segretario competente e può essere esaminata su richiesta di almeno due componenti nella prima seduta utile.

Articolo 30
Scioglimento

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Articolo 31
Disposizioni finali

Per tutto quanto non previsto o diversamente disposto valgono le norme di legge e del Codice Civile.

La Natura compone alcune delle sue poesie più belle davanti al microscopio e al telescopio.

Theodore Roszak

Il Codice ISO
IDENTITÀ

ANBI è oggi un punto di riferimento per i biotecnologi e le biotecnologie in Italia perchè ha fatto della difesa delle specificità professionali del biotecnologo il suo punto di distinzione. E questa forte identità traspare da tutte le iniziative: dalla rivista Prometeus al codice deontologico, dalle iniziative istituzionali alla formazione di gruppi scientifici che rappresentino interlocutori credibili e disponibili nel dialogo tra scienza e società.

Identità per ANBI significa essere strumento di aggregazione ma anche luogo di dialogo con chiunque graviti intorno al settore biotech in Italia ed Europa.

ANBI: Una fonte di informazioni

ANBI è nata come spazio di incontro aperto per i Biotecnologi, per la condivisione e la valorizzazione di scelte professionali ed esperienze comuni, nell’ottica della creazione di un network di professionisti accomunati dalla volontà di allargare il proprio orizzonte quotidiano all’Italia e all’Europa.

Per raggiungere questo obiettivo, ANBI si è dotata di alcuni servizi chiave per favorire lo scambio di informazioni con soci e stakeholder oltre che l’aggiornamento professionale e la risoluzione delle problematiche professionali. 

  • Un sito internet in continua evoluzione, interattivo e aggiornato in tempo reale che i biotecnologi possono sfruttare per rafforzare il proprio senso di community, e per avere informazioni a propria disposizione, in maniera più semplice e condivisa.
  • Presenza sui social network (FacebookLinkedIn e Twitter) per facilitare lo scambio di informazioni nella community ANBI
  • Il web magazine Prometeus – ANBI Magazine che fin dagli esordi, nel 2004, ha avuto come obiettivo primario la divulgazione scientifica delle biotecnologie e dello sviluppo tecnologico ad esse collegato.
  • Indagini sulla situazione occupazionale, per monitorare continuamente lo stato della professione e delle opportunità aperte o da aprire per il nostro paese. Una fonte importante di dati oggettivi su cui costruire un serio dialogo con le istituzioni.

Il Codice ISO
SERVIZI

ANBI: Formazione continua

Informazione e formazione, in un settore così d’avanguardia come quello della ricerca biotecnologica, si intrecciano e alimentano l’elemento chiave dell’Associazione: lo sviluppo e la valorizzazione delle carriere dei soci.

Nelle biotecnologie l’aggiornamento è un elemento fondamentale oltre che uno dei requisiti per puntare all’eccellenza. A tale proposito, ANBI ha creato un programma all’avanguardia di aggiornamento professionale costante dei soci, interpretando il proprio ruolo di interfaccia fra le esigenze dei professionisti del settore e le necessità e richieste formative da parte del mondo del lavoro.

L’Associazione organizza periodicamente e a titolo gratuito corsi di aggiornamento su temi che i Soci ritengono essere di maggiore rilevanza scientifica, e stipula convenzioni per la partecipazione dei Soci a corsi organizzati da altri enti a condizioni agevolate. La formazione continua è inoltre uno dei requisiti per la permanenza all’interno dell’Albo Associativo dei Biotecnologi.

 ANBI: Una struttura a sostegno dei biotecnologi

“Essere” insieme significa soprattutto valorizzare le diverse esperienze per metterle al servizio di tutti.

Per questo l’Associazione ha creato una struttura specifica con lo scopo di raccogliere le esperienze dei Soci nell’accesso ai concorsi pubblici e nei processi di selezione in aziende private o istituti di ricerca, e li supporta condividendo le competenze sviluppate in quasi un decennio di attività e certificandone le competenze attraverso l’albo associativo.

Il Codice ISO
OPPORTUNITÀ

ANBI è cosciente che la risoluzione del problema del riconoscimento professionale non sarà sufficiente ad esaurire le problematiche dei biotecnologi italiani.

L’Italia vive una forte necessità di rafforzare il rapporto tra l’Accademia ed il mondo delle imprese. Le biotecnologie non fanno eccezione e se si intende dare un futuro ai professionisti che ogni anno l’Università prepara è necessario promuovere la crescita di tutto il settore in termini di posti di lavoro e di numero di realtà presenti sul territorio nazionale.

L’Albo Associativo dei Biotecnologi, la piattaforma BiotechJob, che ha l’obiettivo di far incontrare la domanda con l’offerta di lavoro del settore, e le convenzioni con centri di innovazione e trasferimento tecnologico, sono alcuni degli strumenti che ANBI ha predisposto per accelerare la crescita e lo sviluppo del settore.

L’importanza data dall’Associazione allo sviluppo e alla valorizzazione della carriera dei biotecnologi è di particolare interesse soprattutto nell’ottica delle numerose partnership attivate nel corso degli anni.

Grazie alla collaborazione con Assobiotec, Farmindustria, i principali Parchi Scientifici e Tecnologici italiani e aziende del settore, l’Associazione ha rilanciato nel 2011 Biotech Job 2.0.

BiotechJob 2.0 è una job-matching platform che non solo permette l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro, ma consente anche ai profili selezionati di crescere e migliorarsi sulla base dei suggerimenti degli esperti di risorse umane in momenti di formazione continua dedicati.

 

 

BiotechJob 2.0 è una job-matching platform che non solo permette l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro, ma consente anche ai profili selezionati di crescere e migliorarsi sulla base dei suggerimenti degli esperti di risorse umane in momenti di formazione continua dedicati.

 

Science and
SOCIETY

Essere biotecnologi non significa soltanto lavorare in laboratorio o nella ricerca, senza avere alcun rapporto con il mondo esterno.

Fin dalla nascita, l’ANBI ha cercato di costruire un dialogo bidirezionale con la società, basato sull’ascolto e sul dibattito, per raccogliere opinioni, consigli e pareri sulla sulle biotecnologie e sulle sue implicazioni sociali, etiche, politiche ed economiche, a volte controverse e dibattute.

Il percorso svolto durante questi anni, con diverse attività di comunicazione al grande pubblico, come Sapere per Capire (in collaborazione con il Coordinamento Nazionale Studenti Biotecnologie) e la partecipazione a La scienza in piazza (in supporto alla Fondazione Marino Golinelli ) ha portato nel 2005 a iniziare anche un cammino europeo con la realizzazione del progetto BIOPOP, di cui l’ANBI è stata coordinatore.

Conclusosi alla fine del 2006, BIOPOP è stato il primo progetto finanziato dall’Unione Europea, (sotto il VI Programma Quadro), a essere condotto da un gruppo di giovani, tutti sotto ai 30 anni, e ha visto coinvolti circa 200  ricercatori e studenti nel campo delle scienze della vita tra Italia, Olanda, Francia, Germania e Polonia.

L’attività dell’ANBI nell’ambito della comunicazione pubblica delle biotecnologie non finisce qui.

Nuove sfide e nuovi progetti sono tutt’ora in corso per completare il lungo cammino verso una scienza partecipata.

ANBI in ENGLISH

Today ANBI is a reference point for biotechnologists and the biotechnology sector in Italy because its priority is the defence of the professional features of the biotechnologist. This strong identity shines through every single activity: from our magazine Prometeus to the code of Conduct, from institutional initiatives to the creation of scientific groups which act as respectable and available speakers in the conversation between science and society.

Identity to ANBI means being an instrument for aggregation but also a place for dialogue for anyone involved with the biotech sector in Italy and in Europe.

ANBI: A source of information

ANBI was established as an open meeting space for biotechnologists, to share and enhance professional choices and common experiences, aiming at the creation of a network of professionals united by the choice of expanding their daily horizon to both Italy and Europe.

To achieve this goal, ANBI developed a series of key services in order to facilitate the exchange of information with members and stakeholders in addition to providing professional updates and help in finding solutions to professional issues.

  • website in constant evolution, interactive and updated in real time, which biotechnologists can utilize to strengthen their own sense of community, and to obtain useful information in an easy and participated way.
  • Social network presence (FacebookLinkedIn e Twitter) to facilitate the exchange of information within the ANBI community.
  • The webzine Prometeus – ANBI Magazine that from its inception, in 2004, has had as its primary goal the scientific dissemination of biotechnology and the related technological development.
  • Investigations on the occupational status, in order to continuously monitor the status of the profession and available opportunities or the opportunities that we need to open for our country. This is an important source of objective data upon which to establish a serious conversation with the institutions.

ANBI: Lifelong learning

Information and learning, in an advanced field such as biotech research, are intertwined and support the key element of the Association: career development and valorisation for our members. In biotech, keeping up-to-date is essential, as well as one of the requirements for aspiring to excellence. To this purpose, ANBI created an innovative program for the professional updating of members, acting as a key mediator between the needs of professionals in the field and the requirements posed by the job market.

The Association periodically organises free workshops on subjects that members consider being of major scientific relevance and negotiates discounted rates for the participation of members to events and courses organised by other entities (link). Lifelong learning is one of the requirements necessary for being included in the Registry of Biotechnologists.

ANBI: A support system for biotechnologists

Being together means above all highlighting the value of a varied array of experiences in order to put them to the service of the community.

This is why the Association has created a specific structure with the goal of collecting our members’ experiences in answering public job calls and participating to the selection process in private industry or research institutes. The Association supports members by sharing the competencies developed in almost a decade of activity and by certifying their skills through the Registry.

ANBI is aware of the fact that solving the problem of professional recognition will not be enough to eliminate all issues for Italian biotechnologists.

Italy deals with a strong need to strengthen the relationship between Academia and the industry world. Biotech is no exception and if we intend to give a future to all the professionals that our University prepares each and every year, it is necessary to promote the growth of the entire sector in terms of job opportunities and number of entities present on our territory.

The Registry of Italian Biotechnologists, the BiotechJob platform, which has the goal of making the job supply and demand meet, and the agreements with centres for innovation and technology transfer are some of the tools that ANBI has set up to accelerate the growth and development of the biotech sector.

The importance the Association gives to the career development and valorisation of biotechnologists is particularly important especially when considering the numerous partnerships activated over the years.

Thanks to the collaboration with Assobiotec, Farmindustria, the main Science and Technology Parks and biotech industries, in 2011 the Association re-launched Biotech Job 2.0.

BiotechJob 2.0 is a job-matching platform that not only allows for job supply and demand to meet, but also makes it possible for the profiles selected to grow and improve based on tips and advice dispensed by human resource experts in dedicated lifelong learning events.